Signal II
novembre 2007
- 30 november > 15 december
SIGNAL è un festival internazionale che miscela performance, sound art contemporanea, concerti.
SIGNAL è musica d'avanguardia, sperimentazione, improvvisazione, elettronica.
ha uno sguardo trasversale sulle ricerche in campo visivo e live media.
2 eventi pre-festival e un calendario di concerti unici. Musicisti e artisti di esperienza internazionale si incontrano a Cagliari per dare vita a una proposta inedita nel territorio, attraverso i progetti, il confronto, la collaborazione.
video report: SIGNAL Festival, Cagliari 13.01 > 18.02.2007
8 settembre 2007
- Z’EV
- Grottoni Cinque Colonne
- Via Vittorio Veneto, Cagliari
- ore 21.30
- evento PREFESTIVAL
14 settembre 2007 · DAVID COSSIN + MODULAR ENSEMBLE
- Auditorium Conservatorio
- Via Bacarredda, Cagliari
30 novembre 2007 · SYNTAX ERROR
"In the Shadow of No Towers - after Art Spiegelman"
- Casa Angioni
- Via Neghelli, Quartucciu Cagliari
1 dicembre 2007
- DISSONANZEN
- "Man Ray Movies"
2 dicembre 2007
- TAXONOMY
- "H2O"
- Teatro Vetreria
- Via Italia, Cagliari Pirri
7 dicembre 2007 · GIANLUCA BECUZZI + FABIO ORSI · 8 dicembre 2007 · PETER WATERS · 9 dicembre 2007
- IN-STRU-MENTAL
12 dicembre 2007 · MAX EASTLEY
- Vetreria
- ore 20.30
/SEGNALI VIDEO
- opening sound art exhibition
RICCARDO BENASSI
- sound performance "memory pilfers space"
- ore 19.30
14 dicembre 2007 · MIRA CALIX · 15 dicembre 2007
- SISU
© SIGNAL Festival 2007 - a project by TiConZero - info(at)signal-festival.org
SIGNAL / musica d’avanguardia e linguaggi collaterali / artisti
BECUZZI + ORSI · DAVID COSSIN · MODULAR ENSEMBLE
GIANLUCA BECUZZI. Gianluca Becuzzi (alias Kinetix) è un eclettico compositore e sound artist elettronico / elettroacustico attivo con pubblicazioni e performance già dalla prima metà degli anni 80.
La sua produzione artistica più recente è caratterizzata da una forte impronta sperimentale, dall'interesse per le possibilità espressive offerte dalle tecnologie digitali in congiunzione con sonorità acustico-concrete e da una netta propensione verso forme minimaliste.
L'attività di Gianluca Becuzzi riguarda: computer music, composizione elettroacustica, audio art, progetti installativi e sound design.
FABIO ORSI.
Fabio Orsi è un giovane e talentuoso compositore di origini pugliesi recentemente rivelatosi con una serie di pubblicazioni accolte da un coro di entusiastici consensi critici.
Nelle sue composizioni i linguaggi della tradzione popolare si incontrano con quelli dell'avanguardia creando un mix tanto originale quanto affascinante.
SIGNAL / musica d’avanguardia e linguaggi collaterali / festival
VIDEO-REPORT CONCERTI
- PARTNERS
- ORGANIZZAZIONE
- CONTATTI
PRIMA EDIZIONE
SIGNAL è un festival internazionale che miscela performances, eventi, concerti. Un progetto che riesce a coniugare riferimenti musicali di rigoroso valore storico ad esperienze di ricerca che superano i generi e attraversano vasti paesaggi sonori, analizzando i linguaggi e proponendo nuove forme.
SIGNAL è musica d'avanguardia, sperimentazione, improvvisazione, elettronica e ha uno sguardo trasversale sulle ricerche in campo visivo, performativo e cross-media.
Al secondo appuntamento dopo la sua felice inaugurazione, SIGNAL lancia il nuovo programma continuando a combinare i live musicali alla videoarte e alle installazioni video-sonore, che in questa edizione saranno fruibili con un allestimento stabile nei locali dell'Ex Vetreria.
SIGNAL esplora la dimensione sonora attraverso le ricerche contemporanee che intrecciano i linguaggi e le pratiche, in una continua messa in discussione dei presupposti compositivi, che è poi il punto di partenza di ogni pensiero artistico votato alla sperimentazione e pienamente aperto al cambiamento.
SIGNAL è un progetto di TiConZero a cura di Alessandro Olla, sostenuto dall'Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali della Regione Sardegna, con la collaborazione del Comune di Cagliari, del Conservatorio di Cagliari e il patrocinio dell'Ambasciata Norvegese in Italia – MIC.
UN PROGETTO · SOSTENUTO DA · PATROCINIO DI · PARTNERS TECNICI · MEDIA PARTNERS
- direttore artistico Alessandro Olla
comitato artistico Simon Balestrazzi, Daniele Ledda, Elisa Marras,
Elio Martusciello, Gianluigi Mattietti, Roberto Pellegrini
- /segnali video a cura di Elisa Marras
- ufficio stampa Riccardo Sgualdini
- segreteria organizzativa Silvia Schirru
amministrazione Dario Mannoni, Anna Franca Di Nuzzi
- direzione tecnica Vetreria Giovanni Schirru
- design [multiforme]
- infoline +39 347 7044979
- info(at)signal-festival.org
- info(at)ticonzero.org
- segnalivideo(at)signal-festival.org
- pressoffice(at)signal-festival.org
ARCHIVIO > PRIMA EDIZIONE
Z'EV - Grottoni Cinque Colonne - Cagliari - 08.09.07
COSSIN + MODULAR ENS. - Auditorium Conservatorio - Cagliari - 14.09.07
SYNTAX ERROR - Casa Angioni - Quartucciu Cagliari - 30.11.07
DISSONANZEN - Casa Angioni - Quartucciu Cagliari - 01.12.07
TAXONOMY - Teatro Vetreria - Cagliari Pirri - 02.12.07
PETER WATERS - Casa Angioni - Quartucciu Cagliari - 08.12.07
MAX EASTLEY - Teatro Vetreria - Cagliari Pirri - 12.12.07
- LOCATIONS
COME ARRIVARE
- BIGLIETTI
- COLLABORAZIONI
Il Centro Comunale d'Arte e Cultura La Vetreria, in via Italia 67 a Pirri, è un esempio di riqualificazione industriale di un edificio costruito a fine '800, che comprendeva uno stabilimento enologico-distilleria e una vetreria. Ii locali, abbandonati negli anni '60, vennero occupati nel 1991 dal cada die teatro, che decise di restaurare uno dei grandi capannoni per renderlo un teatro funzionale, con la scommessa di trasformarlo in un luogo per l'arte e la cultura senza stravolgerne la struttura architettonica primaria, bensì valorizzandola.
Per un decennio il cada die teatro ha operato in quello spazio organizzando rassegne, festival, convegni, laboratori teatrali e producendo spettacoli che hanno coinvolto attivamente tutta la comunità. Nel 2000 l'amministrazione comunale di Cagliari ha avviato i lavori di ristrutturazione, terminati nel 2002.
L'anno seguente il cada die teatro ha ripreso la sua attività nel nuovo teatro La Vetreria, che attualmente può ospitare fino a 200 spettatori, ritornando ad essere un punto di riferimento per la rete di relazioni mai interrotte con il proprio pubblico. Dal 2006 il cada die teatro gode dell'utilizzo di un'altra sala dell'edificio, la sala Rubino, dove ha aperto la Scuola di arti sceniche in collaborazione con InMediaArte.
Info presso la direzione tecnica 070/5688072- 328-0126382
Nella Via Vittorio Veneto, di fronte al numero civico 40, si accede alla "Cavità di Via Vittorio Veneto".
La Cavità, realizzata in epoca antica per estrarre materiale da costruzione, presenta una forma irregolare con un perimetro di circa 150 metri ed uno sviluppo interno di circa 600 metri quadri. Durante la fase di scavo nella roccia furono risparmiati cinque tozzi pilastri a base quadrata al fine di conferire solidità alla volta ed evitare crolli.
Cessata l’attività di cava seguì forse quella di utilizzo come serbatoio d’acqua. Tale utilizzo, a giudizio del canonico Giovanni Spano, sarebbe iniziato in epoca cartaginese e proseguito in epoca romana.
In tempi più recenti, durante il II conflitto mondiale, la Cavità fu riutilizzata come rifugio contro i bombardamenti. Terminata la guerra diede per qualche tempo asilo provvisorio a quegli sfollati che, al loro rientro a Cagliari, avevano trovato le loro case distrutte dai bombardamenti.
Situata in Via Neghelli a Quartucciu, frazione di Cagliari fino al 1983 ed ora comune, la Casa degli Eredi Angioni è un edificio in stile 'campidanese' del XIX secolo. Gli interventi di restauro hanno permesso di realizzare tutte le componenti impiantistiche per l'utilizzo della Casa Angioni in condizioni di sicurezza e comfort, in funzione di differenti attività culturali (mostre, concerti, rassegne cinematografiche). La Casa è situata in pieno centro storico e rappresenta un magnifico esempio, uno degli ultimi, della tipologia tipica un tempo così diffusa. Le sale, il grande salone (originariamente magazzino agricolo), i corridoi interni ruotano intorno alla 'lolla', il doppio giardino mediterraneo che è centro e cuore dell'architettura.
SIGNAL / musica d’avanguardia e linguaggi collaterali /press room
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comunicato stampa /segnali video [IT] [download Zip 134 Kb]
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comunicato concerto Z'EV 8 settembre PREFESTIVAL [download Zip 92 Kb]
comunicato concerto DAVID COSSIN + MODULAR ENSEMBLE [download Zip 125 Kb]
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SIGNAL / musica d’avanguardia e linguaggi collaterali / programma
8 SETTEMBRE PREFESTIVAL · 14 SETTEMBRE PREFESTIVAL · 30 NOVEMBRE · 1 DICEMBRE · 2 DICEMBRE · 7 DICEMBRE · 8 DICEMBRE · 9 DICEMBRE · 12 DICEMBRE · 14 DICEMBRE · 15 DICEMBRE · "IN THE SHADOW OF NO TOWERS
- after Art Spiegelman"
- Daniele Ledda, Elettronica
- Roberto Pellegrini, Percussioni
- Marco Cappelli, Chitarra e live- electronics
- Alessandro Olla, Set elettro-acustico
La musica dei Syntax Error esprime la possibilità di ascoltare sul proprio impianto stereo o computer, dischi o files di qualunque musica esistente, senza limiti né geografici, né cronologici, né gerarchici, dalla musica antica alle colonne sonore dei B-movies. In particolare, il loro sound è dedicato alla musica per le immagini. Infatti il linguaggio cinematografico, attraverso spot, videoclip, film, animazione e documentari, ha creato un vero e proprio codice fatto di rapidità e citazione. Il riferimento al cinema è sia letterale, nelle atmosfere e nella citazione di autori, sia indiretto, suggerendo l’ascolto dei pezzi come soundtracks di film immaginari.
Nei loro brani sono presenti incroci fra generi e stili, ma anche campionamenti che riciclano fonti sonore preesistenti. Attraverso il tessuto connettivo dell’improvvisazione vengono spazzati via i bastioni dei generi musicali, mettendo a contatto musiche molto distanti fra loro.
IN THE SHADOW OF NO TOWER
A short animation movie by a graphic novel of Art Spiegelman
- Concept by:
Marco Cappelli, Maria Isabel Gouverneur, Anne Rothshild
- Video Art by:
- Anne Rothshild
- Graphic Art by:
- Maria Isabel Gouverneur
- Music by:
Si ringrazia Einaudi (Editore del volume in Italia) per aver messo a disposizione la traduzione italiana.
Fondatore della rivista di fumetti e grafica Raw, importante collaboratore di testate giornalistiche statunitensi come The New Yorker, New York Times, Village Voice, insegnante alla School of Visual Arts di NY, Art Spiegelman deve la sua fama principalmente all'opera “Maus”, un romanzo (auto)biografico a fumetti che gli è valso uno speciale Premio Pulitzer nel 1992. I momenti in cui la storia individuale e la Storia mondiale collidono sono per Art Spiegelman quelli da cui nasce il racconto. Accade anche con L'Ombra delle Torri, il suo racconto dell'attentato dell'Undici Settembre, un vero e proprio diario per immagini di quel giorno infausto vissuto interamente in prima persona dall'autore.
- Tommaso Rossi – flauti
- Marco Sannini – tromba
- Marco Cappelli – chitarre, live electronics
- Ciro Longobardi – pianoforte
I cortometraggi che vediamo nel concerto sono ordinati secondo un doppio criterio cronologico e formale.
Il primo film è anche il primo esperimento cinematografico di Man Ray: Le retour à la Raison, del 1923, denota il suo carattere provocatorio a partire dal titolo; fu realizzato praticamente in una sola notte con materiali cinematografici in parte già pronti, e fu presentato durante la famosa serata dadaista del “Coeur à barbe”.
Esso si compone di immagini rayografiche e fotografiche, sequenze isolate, brandelli di pellicola impressionata, organizzate al di fuori di qualsiasi struttura formale e contenutistica: in questo è un perfetto oggetto dadaista, e il suo significato culturale era direttamente proporzionale al suo potere d’urto nell’infrangere, con la sua antistruttura, le convenzioni dell’arte e della cultura dell’epoca.
Segue un cortometraggio del 1928, L’Etoile de Mer, che ci trasporta in un ambiente in cui un certo vincolo narrativo tra le immagini ritrova un senso pur nella dilatazione dei nessi che le collegano. Lo stesso Man Ray ci racconta la genesi del film: “ Una notte dissi al mio amico e poeta Robert Desnos che sarei stato felice di realizzare un film su un suo scritto. Lui era in procinto di partire per un viaggio di due mesi, così io gli promisi che avrei finito il lavoro entro il suo ritorno se lui mi avesse fornito uno spunto prima di partire. Desnos accettò e, come promesso, la mattina seguente mi portò una composizione poetica scritta durante la notte: si trattava di una storia metà composta da sogno e metà da realtà, che vedeva protagonista una stella di mare che lui teneva in un barattolo accanto al suo letto.”
Emak Bakia, del 1926, ci riporta nel clima di casualità e di antistruttura de “Le retour à la Raison”, del quale utilizza addirittura alcune sequenze. Scrive Man Ray: “Una serie di frammenti, un cinepoema con certe sequenze ottiche, la costruzione di un intero che rimane un frammento. Così come è possibile apprezzare la bellezza astratta nel frammento di un’opera classico, allo stesso modo questo film tenta di indicare l’essenziale nella cinematografia contemporanea. Non è un film astratto ma non è una storia bell’e pronta: la sua ragione d’essere sta nelle sequenze di forme di luce in movimento, mentre le parti più realistiche servono da punteggiatura o da interruzione della monotonia dell’invenzione astratta. A chiunque sia capace di assistere ad un film di un’ora in cui il 60% sia composto da conversazioni inudibili (si riferisce naturalmente al cinema muto –ndr.) si richiedono venti minuti del suo tempo per seguire delle sequenze di idee più o meno logiche, che non hanno nessuna pretesa di rivoluzionare l’industria cinematografica. A coloro che chiederanno “la ragione di questa stravaganza” si puo` semplicemente rispondere traducendo il titolo “Emak Bakia”, un’antica espressione basca che significa: “non mi seccate”.
Le musiche d’accompagnamento alla proiezione sono concepite come improvvisazioni condotte secondo uno studio sulla “reazione” alle immagini attraverso la tecnica della libera associazione di idee, che riflette, se non in senso storico, in senso più strettamente programmatico uno dei punti cardine dell’ estetica Dada e surrealista.
Tali improvvisazioni partono sempre da un’ossatura centrale, che percorre l’intera performance, per la quale abbiamo scelto la musica di Erik Satie, in particolare le sue pagine pianistiche, recuperando così il “suono” della sala di proiezione dell’epoca, che prevedeva, nella maggior parte dei casi, la presenza del solo pianoforte. Dato il testo originale pianistico, si procederà alla progressiva “polverizzazione” della materia musicale (incisi melodici, elementi accordali, micro-strutture ritmiche), sviluppando in campo informale e improvvisatorio, ed estendendo a tutti gli strumenti del gruppo (ivi compresa l’elaborazione elettronica), gli elementi provenienti dalle pagine di Satie.
Il gioco si manifesta, quindi, anche come continuo “slittamento” tra sincronia e a-sincronia cronologica con il dettato filmico; rimandi al “profumo” epocale e scarti verso una più spregiudicata chiave di lettura musicale.
- [a cura di Dissonanzen]
+ CITRULLO INTERNATIONAL · + STUDIO BRUTUS · FORMAZIONE @ SIGNAL
- Musicisti:
GRAZIANO LELLA · ROBERTO FEGA
- Videoartisti:
LORENZO CECCOTTI · CARLO HINTERMANN
H20 è un gabinetto scientifico, contenitore d'acqua, dove germinano esseri unicellulari primordiali, che crescono, evolvono e si moltiplicano.
Dal buio emergono pulsazioni visive, frammenti di identità irrisolte, condannate ad una mobilità inquieta. Ciò che resta è il riflesso della luce, l'intuizione di una placida collisione, galleggiante, fluida, sfuggente. Acqua, contenitore palpabile. Si sente e si vede. Un'immersione in un universo sfumato, dai contorni mobili e indefiniti, per l'unica durata possibile: quella dell'apnea.
GLI AUTORI DEL PROGETTO
TAXONOMY è un trio di musica elettroacustica/elettronica, nato nel 2003, e composto da: Elio Martusciello: chitarra, laptop, dispositivi elettronici;
Graziano Lella (arg): laptop; Roberto Fega: campionatori, dispositivi elettronici. I Taxonomy si muovono tra composizione ed improvvisazione attraverso il sincretismo tra differenti codici musicali esplorando luoghi non riportati da alcuna cartina geografica, analogie morfologiche tra pensieri e microrganismi, strane correlazioni tra lettere di alfabeti dimenticati e linguaggi globalizzati (delocalizzati). Nelle loro storie il libro, l'alfabeto, il segno e poi la chimica (organica ed inorganica), la geografia, la religione,
la politica e il viaggio appaiono solo paesaggi di un vissuto, di un sogno o di
un'aspirazione. Ciò che ne risulta è la messa in evidenza di dettagli estremamente ricchi tra tessiture silenziose e rumore stridente.
Il primo cd del gruppo, A Global Taxonomical Machine, è stato realizzato nel 2005 dalla prestigiosa etichetta Ambiances Magnétiques (Canada) ed offre una
mistura di noise concreto, ambienti elettronici astratti e sezioni acustiche.
Ulteriori informazioni sui componenti di Taxonomy sono disponibili ai seguenti indirizzi:
- Elio Martusciello: xoomer.alice.it/eliomart
- Graziano Lella (arg): web.tiscali.it/argart
- Roberto Fega: www.myspace.com/fegaroberto
La citrullo international (Luciano Barcaroli, Carlo Hintermann, Gerardo Panichi, Daniele Villa) è una casa di produzione indipendente e un collettivo di artisti. La sua attività spazia dalla realizzazione di documentari all'editoria sul cinema. Animata da uno spirito di ricerca negli ultimi anni sta lavorando sulla sintesi tra animazione e materiali filmati insieme a Studio Brutus.
Studio brutus, fondato nel 1999 sotto il nome di Chimp, è uno studio di design impegnato in diversi settori: animazione, game design, web design, video broadcast/web, graphic design, production design. Fondata da Lorenzo Ceccotti, Gianluca Abbate, Mauro Staci e Massimo Ronca ha realizzato, tra gli altri, lavori per Lucas Film, Lego, Nick Toons, MTV.
Gran parte dei lavori di Studio Brutus sono visibili su:
www.studiobrutus.com.
[IN]VISIBLE FIELDS"
[IN]VISIBLE FIELDS è un live set elettroacustico semi-impro.
La performance prevede l'utilizzo di un laptop che riproduce una base sonora (costituita da field recordings, frequenze processate e suoni concreti) e di oggetti (carta e pietre di varie dimensioni e forme) microfonati in stereofonia e manipolati in tempo reale sulla base stessa.
La stratificazione simultanea tra i suoni preparati e gli eventi acustici generati in tempo reale evidenzia le differenze dei due processi di produzione sonora in atto, ponendo costantemente su un piano dialettico il gesto "visibile" e quello "invisibile" che vengono a (con)fondersi in un comune continuum percettivo.
La "visibilità" del suono performato da un lato e la "non visibilità" di quello acusmatico dall'altro, la loro natura estetica ed i campi sensibili che essi investono, costituiscono programmaticamente il tema centrale di [IN]VISIBLE FIELDS.
SOLO CONCERT
Nato a Broken Hill, in Australia, il pianista di fama internazionale Peter Waters ha studiato pianoforte ad Adelaide con Clemens Leske e a Londra con Peter Wallfisch. Durante gli anni di studio ha ricevuto diversi premi, alcuni dei quali per le sue performances da solista dal Royal College of Music e dall'Australian Musical Association Prize.
Nel 1996 è stato Direttore Musicale e pianista solista in una serie di concerti facenti parte di un progetto di scambio tra San Pietroburgo e la Svizzera dal titolo"Mozart and Modern".
Nella sua carriera da pianista solista, ha lavorato con famose orchestre in performances di alcuni tra i più impegnativi recitals per pianoforte di compositori del ventesimo secolo. Tra gli altri, Alfred Schnittke con la Zurich Tonhalle Orchestra, Aribert Reimann con la Munich Chamber Orchestra all'Expo 2000 di Hannover, e l'arduo "Century Rolls" di John Adams con la Sydney Symphony Orchestra.
Oltre alla musica classica, uno dei suoi principali interessi è la composizione di nuovi brani tra improvisazione contemporanea, jazz e worldmusic, e la loro inserzione all'interno di recitals. Peter Waters è co-fondatore del Quartetto Treya che presenta, tra gli altri, il trombettista sardo Paolo Fresu. I loro CD includono"Treya plays Gabriel Fauré" (Divox), e la registrazione di una performance con Barbara Hendricks sul canale televisivo svizzero DRS.
Le collaborazioni con Pierre Favre, Fred Frith, Kenny Drew jr. (come duetto al piano), "Collegium Novum" Zurich, George Crumb, Mauricio Kagel, Sofia Gubaidulina, il Quintetto Zero (con Barbara Balzan, Lucas Niggli, Franco Ambrosetti e Daniel Pezzotti) e con i Swiss Chamber Soloists testimoniano l'ampiezza dei suoi orizzonto musicali. Inoltre, il "Peter Waters Tri O" con Rätus Flisch e Tony Renold esiste dal 2003.
Tra le altre manifestazioni, Peter Waters ha suonato nei seguenti festival (in alcuni, in più occasioni): Lucerna Piano Festival, Bodensee Festival, Barossa Music Festival, Festival d'Auvers, "Time in Jazz" Festival di Berchidda, Mozart-Festival Würzburg, North Sea Festival e all'Expo.02 a Morat, in Svizzera.
"1° STADIO: COSTRUZIONE/ · COSTRIZIONE GRAMMATICALE"
Danilo Casti - Elettronica, ri-organizzazione sonora
- Matteo Sedda - Tromba, Flicorno
- Mattia Pegna - Sax, Flauto traverso
- Laura Farneti - Supporti digitali
- Manuel Lain - Autoharp
- Manuel Carreras - Visuals
Prodotto da: Associazione Ouroboros e SIGNAL Festival, con il contributo del Conservatorio “L. Palestrina” di Cagliari e del Comune di Assemini.
Progetto, realizzazione e direzione artistica: Danilo Casti
IN-STRU-MENTAL è un concerto eseguito da una giovane orchestra elettroacustica, che procede nella ricerca di nuovi linguaggi compositivi attraverso l'interazione in tempo reale. I musicisti si alternano in diverse formazioni, seguendo un reticolo di pattern tra i quali spaziare liberamente attraversando strutture mobili in continua evoluzione e riorganizzazione. La ripetizione, la de-strutturalizzazione delle regole tonali e compositive sono parti integranti del lavoro. «La densità di eventi sonori ripetitivi di bassa fedeltà presenti nella società contemporanea ci hanno disabituato all'ascolto del dettaglio, una frenetica distrazione si incarna nella psicologia dell'ascolto sempre più contaminata e condizionata da un paesaggio sonoro LO-FI. In-stru-mental è anche un intervento tra l'installazione e la performance, fruibile sia come figura principale che come sfondo di un qualcosa che comunque accadrebbe. »
- (opening /segnali video ore 19)
Imperdibile evento in concomitanza con il progetto espositivo /segnali video: la performance di Max Eastley, storico artista concettuale dell'avanguardia inglese, che da decenni lavora combinando sculture sonore cinetiche e musica, arrivando a produrre una forma d'arte unica. Sin dagli anni '60, quando rimase affascinato dalle relazioni tra la musica e l'arte, Eastley è una figura importante e innovativa nel campo della sound art. Ha esposto le sue installazioni sonore in tutto il mondo, e lavorato a fianco di un vasto numero di artisti, musicisti e filmmakers, quali Brian Eno, Peter Greenaway, Evan Parker, Thomas Köner, Eddie Prévost and The Spaceheads. Ha lavorato con il musicista e scrittore David Toop alla creazione di vari album acclamati dalla critica internazionale (New and Rediscovered Musical Instruments 1975, Buried Dreams 1994 e Doll Creature 2004).
Sorprendente incontro con Mira Calix. Artista poliedrica e sofisticata creatrice di emozioni sonore, sperimenta una miscela di esecuzioni vocali e textures elettroniche, ottenendo rarefatte atmosfere dai suoni di acqua, insetti, dissonanze, micro rumori e grida della natura. Svariate le sue partecipazioni a festival internazionali (Pollinaria, Dead Wedding in the North, Nottingham, Manchester International Festival, Royal Festival Hall, Aldeburgh Festival, Ether Festival London) e le importanti commissioni di progetti musicali (London Sinfonietta, Musuem Naturelle d'Histoire de Geneve, The National Theatre of London, Barbican Art Gallery London). Ha formato l'ensemble Alexander's Annexe insieme alla pianista Sarah Nicolls e al sound designer David Sheppard. Come performer e dj ha collaborato con artisti quali Radiohead, Plaid, Godspeed You! Black Emperor and Aphex Twin.
SISU percussion ensemble, established 1993, is one of Scandinavia’s most prominent contemporary music ensembles. They represent contemporary music of the highest quality, authored by both Norwegian and international composers. SISU is recognized for its unique musical aesthetics, developed through an open and exploratory attitude towards every musical challenge.
The ensemble is run by Tomas Nilsson and he is also in artistically in charge. With more than 10 years worth of experience from the Norwegian and international music scene, SISU is an artistic driving force when it comes to percussion.
Contenuto recuperato dall’archivio di signalfestival.org.
www.signalfestival.org/2007B/index.html · www.signalfestival.org/2007B/signal-artisti/artisti.html · www.signalfestival.org/2007B/signal-festival/festival.html